Furia ceca
Sarkozy fa il patriota anticrisi a spese dell’Ue e del tosto Topolanek
Alla fine Nicolas Sarkozy ha ricevuto un contentino: la presidenza ceca dell’Unione europea ha convocato “una riunione informale del Consiglio europeo (...) per discutere delle misure adottate nell’ambito del piano di rilancio dell’economia”, ha annunciato ieri Praga.

Il premier ceco, Mirek Topolanek, ha reagito con veemenza al patriottismo economico del leader francese, accusandolo di “mettere a repentaglio la ratifica del trattato di Lisbona” da parte di Praga. “Ho seri dubbi sull’intervento politico nella gestione delle imprese commerciali e la violazione delle regole della concorrenza”, ha spiegato Topolanek: “I tentativi di usare la crisi per introdurre queste forme di protezionismo minacciano la ripresa economica Ue”. Sarkozy “vuole difendere gli interessi del suo paese e io, come presidente dell’Ue, proteggerò il principio che le stesse regole si applicano a tutti”. Il presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker, è “preoccupato” che ciascuna capitale “stia organizzando i propri piani” senza coordinamento. Il britannico Gordon Brown è irritato perché Sarkozy ha descritto il Regno Unito come un paese senza più industria e con le banche in rovina. Lo slovacco Robert Fico ha minacciato di “mandare a casa Gaz de France”, azionista della società locale del gas. La tedesca Angela Merkel ha preferito non rispondere alle domande dei giornalisti dopo un incontro con Sarkozy, per non esasperare le divergenze.